Mi presento: sono la Tillandsia!

“Sono finte?”, “Vivono di aria?”, “Basta una spruzzatina ogni tanto?”.

 

 

Identikit

Nome: Tillandsia
Origine: Centro America
Luce: molto buona e indiretta
Umidità: medio-alta
Innaffiature: abbondanti ma distanziate
Segni particolari: non abbiamo bisogno di terreno

 

 

Da quando abbiamo fatto la nostra comparsa nel vasto panorama delle piante da appartamento, ne abbiamo sentite tante sul nostro conto e abbiamo generato ogni sorta di interrogativo.
È comprensibile: siamo uniche, siamo le Tillandsia!

Apparteniamo alle Bromeliaceae e, come molte altre rappresentanti di questa famiglia, siamo epifite: cioè usiamo come sostegno tronchi di alberi o rocce. Nei nostri paesi d’origine del Centro America può capitare di vederci perfino sui pali e sui fili della rete elettrica! Il motivo è semplice: abbiamo deciso di fare a meno di radici, terreno e tutto il resto e ci siamo fatte crescere i tricomi, minuscoli peletti a forma di chiodo, invisibili a occhio nudo, grazie ai quali catturiamo e tratteniamo le gocce di pioggia e l’umidità dell’aria. Le piccole radici che a volte sviluppiamo ci servono più che altro per reggerci e non cadere giù.

Geniale, no?

Anche noi però abbiamo le nostre esigenze. Eccole una per una.

Luce e temperatura

Da dove veniamo noi, c’è molta luce. Ci piace prenderla al riparo delle foglie di altre piante, quindi un po’ filtrata ma comunque intensa. Una finestra esposta a Est, attraverso la quale possiamo prendere un po’ di raggi diretti mattutini e luce diffusa tutto il giorno, è l’ideale per noi. In ogni caso assicurateci luce, luce, luce!

Nella bella stagione, per esempio, possiamo stare anche all’aperto, a patto che non ci esponiate al sole cocente.

Siamo abituate però a climi miti, per cui quando la temperatura scende sotto i 10°, meglio tornare a guardare il mondo dalla finestra di casa. Possiamo tollerare una temperatura di 5-7° solo per poche ore al giorno.

 

Umidità e innaffiatura

Quasi tutte noi amiamo una umidità ambientale medio-alta, grazie alla quale possiamo tenerci idratate anche nei periodi di siccità. Per ovviare all’ambiente secco di un appartamento, una buona regola è nebulizzarci regolarmente.

Arriva però il momento in cui abbiamo bisogno anche noi di una doccia o di un bel bagnetto. Il metodo migliore per irrigarci, consigliato anche da molti coltivatori, è per immersione: riempite una ciotolina o il lavandino di acqua a temperatura ambiente e possibilmente poco calcarea e lasciateci in ammollo per 10-20 secondi.
Ci vedrete diventare di un bel colore verde brillante: è il segno che siamo idratate e i nostri tricomi si sono abbassati per far entrare l’acqua. Non bagnateci di nuovo prima che questi si siano risollevati, ovvero prima che siamo tornate a essere grigie e vellutate.

Attenzione: è importante che rispettiate le nostre esigenze in fatto di luce, o non riusciremo ad usare l’acqua che assorbiamo e rischieremo di marcire. La frequenza delle immersioni può variare quindi in base alla luce e alla temperatura, ma in condizioni giuste va bene farlo ogni 10-15 giorni.

La Tillandsia xerographica invece, nata nelle foreste tropicali secche, va bagnata solo una volta al mese.

Ogni 3-4 mesi inoltre aggiungete all’acqua di irrigazione del concime liquido per orchidee, riducendo di un quarto la dose consigliata in etichetta. Questo ci permetterà di crescere forti e, se stiamo bene bene, di fiorire! Già, perché anche noi, nel nostro piccolo, fioriamo, a volte con colori molto accesi che vanno dall’arancione al fucsia.
I nostri fiori assomigliano a spighe o grappoli e durano da diversi giorni fino a qualche mese. Alcuni emanano anche profumi: quello della Tillandsia usneoides, per esempio, assomiglia al profumo dei fiori dell’albero del tiglio; invece altri ricordano quelli del gelsomino o del garofano.

Display

Date le nostre caratteristiche, potete dare libero sfogo alla vostra fantasia e usare gli oggetti più svariati come supporto. Tazzine, piattini, griglie metalliche o qualsiasi altra cosa risponda ai vostri gusti e alle vostre esigenze. L’importante è che il supporto scelto non impedisca l’areazione e l’esposizione alla luce. In questo senso troviamo che siano perfetti gli Himmeli da sospendere o da tavolo pensati appositamente per noi (non li conoscete? Leggete qui!).

Curiosità

Dopo che la pianta madre è fiorita, genera una o più piccole piantine in prossimità della sua base e poco dopo comincia ad appassire. Le nuove piante si possono staccare una volta che abbiano raggiunto una certa dimensione ma possono anche essere lasciate dove sono per formare cespi dalle forme affascinanti. In questo senso, generazione dopo generazione, noi Tillandsia siamo piante perenni.

Oltre all’umidità, siamo capaci di catturare e metabolizzare anche inquinanti del pulviscolo atmosferico, come gli idrocarburi policiclici aromatici, le polveri sottili, il fumo…
Siamo quindi in grado di purificare l’aria che ci circonda e siamo state usate da alcuni ricercatori come biorilevatori di inquinanti atmosferici.

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